FILOSOFIA DEL LINGUAGGIO E SEMIOTICA
3° Anno - Primo Semestre
Frequenza Non obbligatoria
- 9 CFU
- 45 ore
- ITALIANO
- Sede di Trieste
- Opzionale
- Orale
- SSD M-FIL/05
- Caratterizzante
Structured into the following modules:
Conoscenza e comprensione
– Conoscere i principali orientamenti teorici della semiotica, della pragmatica linguistica e della filosofia analitica del linguaggio.
– Comprendere concetti fondamentali come segno, atto linguistico, implicatura, presupposizione, significato e riferimento.
– Acquisire familiarità con le nozioni sviluppate da autori come Saussure, Peirce, Hjelmslev, Jakobson, Frege, Russell, Wittgenstein, Quine.
Capacità di applicare conoscenza e comprensione
– Saper utilizzare strumenti della semiotica e della pragmatica per l’analisi di testi verbali, visivi o misti.
– Saper impiegare i concetti teorici della filosofia del linguaggio per valutare e interpretare problemi semantici e referenziali.
Autonomia di giudizio
– Sviluppare capacità critiche nell’interpretazione dei fenomeni linguistici e comunicativi.
– Valutare in modo argomentato i punti di forza e di debolezza delle principali teorie discusse a lezione.
Abilità comunicative
– Esprimere con chiarezza e proprietà i concetti e i modelli appresi, utilizzando correttamente la terminologia specialistica.
– Partecipare attivamente a discussioni, formulando ipotesi e argomentazioni personali.
Capacità di apprendere
– Rafforzare le capacità di lettura e comprensione critica di testi filosofici e teorici.
– Potenziare l’autonomia nello studio e nella riflessione metalinguistica.
Non vi sono prerequisiti specifici.
Tema del corso: La dimensione pragmatica in filosofia del linguaggio e semiotica
Il corso è diviso in tre parti di 15 ore (ciascuna parte corrispondente a 3 CFU).
Studenti/esse del curriculum “Filosofia” devono seguire tutte e 3 le parti (9 CFU), mentre quelli del curriculum “Storia” solo le prime due (6 CFU).
Le prime due parti del corso saranno in condivisione con i corsi di laurea in “Lettere” e “Lingue e letterature straniere”.
PRIMA PARTE (3 CFU, 15 ore): orientamenti della semiotica e suoi concetti principali
- Introduzione alla semiotica (oggetto e scopi della disciplina, differenze tra semiotica, linguistica e filosofia del linguaggio)
- Tipologie di segni e funzioni del linguaggio (segni naturali e artificiali; sistemi semiotici, codici e testi; le sei funzioni del linguaggio secondo Jakobson)
- Saussure e la diade segnica (significante e significato, arbitrarietà e valore, sistema e differenza)
Peirce e la triade segnica (rappresentamen, oggetto, interpretante; icone, indici e simboli; la semiosi illimitata)
- Hjelmslev e i piani dell’espressione e del contenuto (forma vs. sostanza; espressione contenuto; il modello glossematico e la semiotica come metalinguaggio)
SECONDA PARTE (3 CFU, 15 ore): Orientamenti della pragmatica linguistica e suoi principali concetti
- teoria degli atti linguistici (performativi vs constativi, l'atto linguistico, illocuzione/perlocuzione, la forza illocutoria)
- le implicature (il significato non naturale, il Principio di Cooperazione, le massime conversazionali, tipi di implicature)
- le presupposizioni (funzionamento, attivatori, test della cancellabilità)
- usi della pragmatica del linguaggio nell'analisi del discorso
TERZA PARTE (3 CFU, 15 ore): Introduzione alla filosofia analitica del linguaggio
- il paradigma verofunzionale (significato come condizione di verità; semantica composizionale; funzioni di verità; linguaggio ideale e logica come strumento d’analisi)
- Frege: senso e riferimento (distinzione tra Sinn e Bedeutung; ruolo del pensiero; contenuto assertivo vs. contenuto informativo; il problema delle espressioni singolari)
- Russell: descrizioni definite e teoria della denotazione (distinzione tra conoscenza diretta e descrittiva; descrizioni come espressioni quantificazionali; soluzione ai casi problematici tipo "il re di Francia")
- Wittgenstein (Tractatus logico-philosophicus) (proposizioni come immagini del mondo; struttura logica del linguaggio; la realtà come totalità di fatti; il linguaggio come limite del pensiero)
- Il secondo Wittgenstein (gioco linguistico, uso e significato; somiglianze di famiglia; grammatica e funzione; contro l’essenzialismo e il linguaggio privato)
- Quine e la critica all’empirismo logico (indeterminatezza della traduzione; relativismo semantico; olismo concettuale e revisione delle teorie del significato)
Bibliografia
PRIMA PARTE: orientamenti della semiotica e suoi concetti principali
Campisi E., Bondì A., Lezioni di semiotica, UTET, Milano 2023, Capitoli 1-5.
SECONDA PARTE: orientamenti della pragmatica linguistica e suoi principali concetti
Austin, J.L., Come fare cose con le parole, nuova edizione, Genova: Marietti, 2025 (lezioni 1 e 12).
Caponetto L., “Atti linguistici”, in E. Paganini (a cura di), Il primo libro di filosofia del linguaggio e della mente, Einaudi, Torino, pp. 97-108.
Caponetto L., “Implicature”, in E. Paganini (a cura di), Il primo libro di filosofia del linguaggio e della mente, Einaudi, Torino, pp. 109-119.
Sbisà M., Detto non detto. Le forme della comunicazione implicita, Laterza, Roma-Bari 2007, Capp. 2, 3 e 4.
TERZA PARTE: Introduzione alla filosofia analitica del linguaggio
D. Marconi, La filosofia del linguaggio. Da Frege ai giorni nostri, UTET, Torino, 1999, pp. 15-77, 86-97.
Il corso prevede una didattica prevalentemente frontale con la partecipazione attiva degli studenti.
Le presentazioni multimediali e altri materiali utilizzati durante il corso saranno rese disponibili sulla piattaforma Moodle.
Gli studenti/studentesse non-frequentanti ed Erasmus sono invitati a prendere contatto con il docente.
Le lezioni si tengono in presenza e vengono registrate.
Le registrazioni sono disponibili sulla piattaforma Ateneo MS Teams per 12 mesi, periodo che inizia dalla fine della singola lezione.
Gli studenti e le studentesse con particolari necessità (affetti/e da particolari disabilità, lavoratori/lavoratrici, atleti, "adulti" (non neo-diplomati), genitori, detenuti/e) che si trovano, in modo stabile o temporaneo, in condizioni particolari che comportano l'impossibilità a seguire le lezioni in presenza, saranno ammessi al collegamento in remoto su richiesta di tale modalità di frequenza al/alla docente. La richiesta, delle cui motivazioni lo studente/la studentessa si assume personalmente la responsabilità, va inviata via email al/alla docente con congruo anticipo rispetto all’inizio delle lezioni.
Le informazioni di Ateneo sulla didattica digitale sono pubblicate al link https://www.units.it/studenti/didattica-digitale
L’esame finale è orale e si articola in due parti:
1. Parte teorica:
La prova prevede domande sui tre moduli del corso:
– semiotica generale,
– pragmatica del linguaggio,
– filosofia analitica del linguaggio.
Le/gli studenti ricevono in anticipo un elenco di possibili domande teoriche, da cui ne verranno selezionate cinque in sede d’esame.
Questa parte valuta la conoscenza concettuale, la chiarezza espositiva e l’uso corretto del linguaggio tecnico.
2. Parte applicativa:
Le/gli studenti portano brevi esempi autonomamente scelti da analizzare con gli strumenti appresi.
L’analisi di quattro esempi, incentrata sulla pragmatica, permette di valutare la capacità di applicare modelli come:
– atti linguistici,
– implicature,
– presupposizioni,
Criteri di valutazione
Chiarezza e accuratezza nell’esposizione teorica
Correttezza e pertinenza delle analisi applicative
Capacità di collegare teoria e prassi
Uso appropriato della terminologia specialistica
Autonomia di giudizio e rigore argomentativo
Griglia di valutazione
30 e lode – 30: conoscenza eccellente degli argomenti teorici; esposizione rigorosa e brillante; analisi applicative svolte con originalità, autonomia critica e piena padronanza concettuale.
29 – 28: conoscenza molto solida e articolata; esposizione chiara e sicura; applicazione corretta e approfondita dei concetti a esempi concreti.
27 – 25: buona conoscenza dei contenuti teorici; esposizione ordinata e precisa; analisi generalmente corretta ma non sempre pienamente sviluppata o motivata.
24 – 21: preparazione complessivamente adeguata ma con incertezze; esposizione a tratti imprecisa; analisi applicative parziali o con errori non gravi.
20 – 18: conoscenze minime e lacunose; esposizione incerta; difficoltà nell’applicazione degli strumenti analitici. Superamento dell’esame al limite della sufficienza.
< 18: conoscenze teoriche insufficienti; esposizione confusa o incoerente; incapacità di analizzare gli esempi proposti. L’esame deve essere ripetuto.