ARCHITETTURA DELLE GRANDI OPERE E INFRASTRUTTURE

[085AR]
a.a. 2025/2026

5° Anno - Annualità Singola

Frequenza Non obbligatoria

  • 6 CFU
  • 48 ore
  • ITALIANO
  • Polo Universitario Goriziano
  • Opzionale
  • Orale
  • SSD ICAR/14
  • Altro
Curricula: PDS COMUNE
Syllabus

D1. CONOSCENZA E CAPACITA' DI COMPRENSIONE
Il corso ha come obiettivo quello di approfondire i principali aspetti, spesso contraddittori, del progetto architettonico, della sua forma, del suo programma e delle infrastrutture correlate, e quindi di ripartire dalla questione della scala come pretesto per riflettere sull’idea di architettura e sulla sua matrice legata allo spazio del moto. Per questa ragione lo studente sarà chiamato a compiere un proprio percorso critico tra le discipline e i saperi che informano e coinvolgono architettura e territorio per creare un unico orizzonte tra normativa, tecnica, funzionalità e forma.

D2. CONOSCENZA E CAPACITA' DI COMPRENSIONE APPLICATE
La docenza intende guidare gli studenti all’acquisizione dei fondamenti del progetto alla grande scala, con particolare attenzione verso gli aspetti dell’ideazione da un lato e dell’applicazione diretta sul campo dall’altro (esercitazione progettuale).
Per questa ragione il corso si pone tre obiettivi:
• Il primo mira a identificare e selezionare i caratteri dell’architettura alla grande scale, a costruzione quindi una dotazione di strumenti di lettura e comprensione di organismi progettuali complessi;
• Il secondo intende guidare all’acquisizione del "concetto di integrazione", attraverso l’interpretazione dei rapporti di scambio e permeabilità tra architettura, infrastruttura e contesto, sperimentando metodi e strategie per trasformare reti e nodi in “paesaggi” e in “architetture";
• Il terzo mira a fornire gli strumenti necessari per elaborare nuove idee e nuovi approcci, indagando e mettendo in discussione il principio secondo il quale “la forma segue la funzione” in relazione alla questione della scala.

D3. AUTONOMIA DI GIUDIZIO
L’esercitazione progettuale sarà unica per il laboratorio, e stimolerà lo studente alla costruzione di una coerenza interdisciplinare con gli altri corsi. Lo studente dovrà dare conto alla docenza delle scelte "integrate" durante le revisioni e i seminari dimostrando la capacità di individuazione della soluzione più pertinente in relazione ai contenuti delle lezioni teoriche.

D4. ABILITA' COMUNICATIVE
Saranno forniti i contenuti, gli strumenti e le tecniche più adeguate per la rappresentazione e comunicazione del progetto. Lo studente dovrà utilizzare adeguati media e registri linguistici per la comunicazione degli specifici tematismi affrontati, e coerentemente all’idea generale di “architettura della grande dimensione”.

D5. CAPACITA' DI APPRENDERE
L’esercitazione finale dovrà dimostrare di aver approfondito i contenuti illustrati durante il corso attraverso l’applicazione ad un caso specifico valido per tutto il laboratorio, in cui gli spazi dei flussi (non solo viabilistici ma anche legati a tutte le modalità e tipologie di fruitori), risulteranno integrati e complementari agli spazi dello stare.

I prerequisiti sono quelli previsti dal Laboratorio di Progettazione Integrata dell'Architettura e del Costruito, ovvero aver frequentato i Laboratori e i Corsi propedeutici come previsto dal regolamento del Corso di studi.

Il corso è parte fondamentale del laboratorio di progettazione integrata dell’architettura e del costruito, seguendo una logica da atelier, dunque attraverso un costante lavoro di sviluppo verifica e interlocuzione , affronterà lo studio delle relazioni congruenti tra modalità connettive, tecniche compositive e costruttive nelle espressioni-declinazioni più attuali e disincantate del progetto Architettonico. I contenuti del corso saranno incentrati sul progetto della grande dimensione e a supporto del progetto del Laboratorio di Progettazione Integrata AC, ed in particolare sui grandi complessi architettonici, proponendo allo studente diverse forme e modalità di "ibridazione infrastruttura-architettura". Per far ciò andrà considerato come punto di partenza l’incipit con cui Rem Koolhaas apre il suo saggio sulla Bigness:
“Superata una certa scala, l’architettura assume le peculiarità della grande dimensione. La miglior motivazione per affrontare la grande dimensione è quella offerta a suo tempo dagli scalatori del Monte Everest: «perché è là»”. La tesi principale che sottende all’intero corso riconosce nel periodo a cavallo degli anni ‘90 un cambio di paradigma per quanto riguarda dimensione dell’architettura e mobilità che consente ampi margini di sperimentazione. Lo studente di conseguenza sarà stimolato a rispondere alle seguenti domande:
Che cos’è la scala? Quali sono le scale del progetto? Qual’è o quali sono i rapporti oggi tra le scale e le diverse discipline del progetto? Si può pensare all’architettura come ad un paesaggio o all’infrastruttura come architettura? Queste opere “grandi” sono contemporaneamente opere di architettura e di paesaggio, che si costituiscono come elementi “di una geografia artificiale”. I contenuti del corso saranno incentrati attorno al significato di “grande”, al rapporto architettonico tra forma e programma e alla sua evoluzione, al concetto di ibrido. La docenza guiderà lo studente attraverso un duplice percorso:
1. un percorso critico legato a specifici riferimenti teorici inerenti i temi della grande dimensione, del rapporto tra spazio urbano, strada e architettura, del rapporto tra composizione, forma e complessità funzionale.
2. uno percorso architettonico-funzionale mirato allo studio e conoscenza dei principali casi di opere infrastrutturali integrati con grandi complessi architettonici e urbani.
Al termine del corso lo studente dovrà aver dimostrato, attraverso le sperimentazioni progettuali del Laboratorio di Progettazione Integrata dell'Architettura e del Costruito, di poter controllare il disegno integrato di architettura, infrastruttura e paesaggio, non soltanto risolvendo le interferenze e criticità dovute alla differente natura (spazio del moto e spazio dello stare), ma dimostrandone possibili sviluppi formali e funzionali originali.

Testi, riviste di settore, articoli, saggi e riferimenti progettuali specifici verranno forniti durante lo svolgimento del corso.
• Vittorio Gregotti, Il territorio dell’architettura, Feltrinelli, Milano 1966.
• Robert Venturi, Complexity and contradiction in architecture, MoMA, New York, 1966.
• Joseph Rykwert, Imparare dalla strada, “Lotus”, n.11, 1976.
• Oswald Mathias Ungers et alii, The City in the City. Berlin: a Green Archipelago, Lars Muller Publisher, Zurigo, 1977.
• Colin Rowe e Frank Koetter. Collage City, The MIT Press, Cambridge, Mass., 1978.
• Costantino Dardi, Semplice, lineare, complesso: l’acquedotto di Spoleto, Kappa, roma, 1987.
• Rem Koolhaas, Bigness, ovvero il problema della grande dimensione, “Domus”, n.764,1994.
• Mirko Zardini (a cura di), Paesaggi ibridi, Highway, Multiplicity, Skira, Milano 1996.
• Ben van Berkel, Caroline Bos, Move, Goose Press, Amsterdam, 1999.
• Giovanni Corbellini, Grande e Veloce: strumenti compositivi nei contesti contemporanei, Officina Edizioni, Roma, 2000.
• Gilles Clement, Manifesto del Terzo paesaggio, Quodlibet, Macerata 2005
• Franco Purini, Questioni di infrastrutture, in Casabella n.739-740, 2006
• Aurora Fernandez Per, Javier Mozas, Javier Arpa, This is Hybrid: an analysis of mixed-use buildings by a+t, A+T Architecture Publ, Vitoria-Gasteiz, 2011.
• Alberto Ferlenga, Marco Biraghi, Benno Albrecht (a cura di), L’Architettura del mondo: infrastrutture, mobilità, nuovi paesaggi, Compositori, Bologna, 2012.
• Giovanni Fraziano et alii, Le regole del Gioco: scenari architettonici e infrastrutturali per l’aeroporto FVG, EUT, Trieste, 2015.
• Franco Farinelli, L’invenzione della terra, Sellerio, Palermo, 2016.
• Claudio Mistura (a cura di), Costantino Dardi: forme dell’infrastruttura, Il Poligrafo, Padova, 2016.
• Andrea Volpe, Rino Tami: l’autostrada come problema artistico, “Firenze Architettura”, Vol.21, n.1. 2017.
• Filippo De Dominicis, Il progetto del mondo: Doxiadis, città e futuro, 1955-65, LetteraVentidue, Siracusa, 2020.
• Zeila Tesoriere, Il territorio nell’architettura. Grande scala e agricoltura nell’architettura italiana, 1966-1978, “Agathon”, n.7, 2020.
• Thomas Bisiani, Forms of the void, Athens Journal of Architecture, vol.8, n.3, 2022.
numeri monografici di riviste:
Edilizia Moderna n°87-88 "La forma del territorio", 1965.
Casabella n°553-554 "Sulla strada".
Casabella n°575-576 "Il disegno del paesaggio italiano".
Casabella n°597-598 "Il disegno degli spazi aperti", Electa 1989-1993.
Lotus Intenational n° 87, 88, 89, 100, 101, 106, Electa 1995/2000.
Architettura Intersezioni n°3, "Una nuova ortodossia?" a cura di F.Garofalo, Dreossi Editore 1996.
2G "Landscapes architecture", 1997.
Piano Progetto Città "La qualità del progetto" n°18, Sala Editori 2000.
Lotus navigator n°2 "I nuovi paesaggi", Electa 2001.
Quaderns n°217 "Land arch", n°218 "Rethinking mobility".

Ulteriori testi specifici di approfondimento saranno indicati durante le lezioni materiali e supporti per il progetto d'esame.

Il corso si articolerà in:
1. lezioni teoriche ex cattedra
2. lezioni su casi studio
3. esercitazioni e seminari collettivi in aula e atelier
4. seminari con docenti e professionisti esterni.
L'attività del corso sarà coordinata con l'attività didattica del Laboratorio di Progettazione Integrata dell'Architettura e del Costruito e coordinata con gli altri 3 corsi interni al Laboratorio.
Le lezioni ex cattedra saranno dedicate a due momenti particolarmente rilevanti per il progetto architettonico in relazione ai temi di dimensione e mobilità:
• le teorie più significative relative al ruolo del progetto architettonico in relazione al territorio e all’infrastruttura dagli anni ‘60 all’inizio degli anni ‘90.
• le più recenti esperienze europee in merito alla questione della grande dimensione, e quindi le strategie emerse negli ultimi 30 anni.

Per ulteriori informazioni e comunicazioni relative al corso scrivere al prof. Thomas Bisiani, email: tbisiani@units.it

L'esame si svolgerà mediante la presentazione degli elaborati grafici e scritti prodotti da ogni gruppo nel corso del Laboratorio e un contemporaneo colloquio individuale sui temi teorico-disciplinari attinenti al progetto, trattati nel corso delle lezioni ed approfonditi con la lettura di alcuni volumi della bibliografia generale e di quella suggerita di volta in volta a lezione. Il corso di Architettura delle Grandi Opere e Infrastrutture, in coordinamento con il Laboratorio di Progettazione Integrata dell'Architettura e del Costruito, delle discussioni intermedie durante i seminari ed una verifica conclusiva nell'esame finale che si svolgerà come descritto sopra. L'esame del corso di Architettura delle Grandi Opere e Infrastrutture è parte integrante dell'esame del Laboratorio. La votazione è espressa in trentesimi. Le domande sono di tipo aperto. Il criterio generale per ottenere la sufficienza si basa sulla teoria del minimo di Liebig, ovvero non dall'ammontare del livello di conoscenza di tutti gli argomenti (temi, strumenti, teorie) trattati dal corso, ma dal livello di conoscenza del più scarso e di come questo influenzi gli altri, limitandone l'applicazione teorico-progettuale Il criterio specifico per ottenere la sufficienza riguarda la presenza o meno della coerenza tra le scelte progettuali sviluppate nel progetto d'esame e quelle teoriche discusse e trattate dal corso. Per ottenere il punteggio massimo lo studente dovrà dimostrare, oltre che la coerenza tra le scelte progettuali e quelle teoriche (quindi la conoscenza di teorie, tecniche, strumenti e temi trattati durante il corso di Architettura delle Grandi Opere e Infrastrutture), capacità critica, un proprio linguaggio architettonico, e autocritica nell'esposizione del progetto

Il corso ha carattere sia teorico che tecnico quindi le tematiche prevalenti sono di natura culturale, tuttavia sono fondamentali per la formazione di un architetto consapevole delle responsabilità sociali, politiche, culturali e anche ambientali di chi si prepara a operare trasformazioni nell'ambiente costruito e nei luoghi di vita delle persone. Conoscenze e competenze acquisite possono contribuire all'obiettivo delle Città e comunità sostenibili, in particolare all riqualificazione ambientale, paesaggistica e soprattutto urbana inclusiva e sostenibile e alla promozione del patrimonio culturale.

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