The Course

Il Corso di Studi, della durata triennale, abilita all'esercizio della professione di Tecnico della Prevenzione nell'Ambiente e nei Luoghi di Lavoro e consente l'iscrizione al relativo Albo professionale. Il percorso formativo è finalizzato alla preparazione di professionisti con solide competenze di base nelle scienze e tecniche della prevenzione, capaci di operare nei diversi contesti ambientali, lavorativi e sanitari, contribuendo in maniera qualificata alla tutela della salute collettiva e alla protezione ambientale.
Il corso mira a formare Tecnici della Prevenzione in grado di individuare, analizzare e gestire i fattori di rischio per la salute e la sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro, applicando la normativa vigente in materia di prevenzione, igiene e controllo. Le competenze professionali vengono sviluppate attraverso attività didattiche teoriche integrate con un'ampia offerta di attività professionalizzanti, comprendenti laboratori, percorsi per l'acquisizione di hard e soft skills e tirocini svolti in contesti reali.
Il percorso formativo è fortemente orientato alla pratica professionale: circa un terzo delle attività complessive del corso è dedicato ai tirocini, realizzati presso strutture del settore pubblico e privato, al fine di garantire una conoscenza diretta e approfondita dei diversi contesti operativi. In particolare, le attività professionalizzanti comprendono tirocini presso i Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie, le ARPA, enti e amministrazioni pubbliche, nonché tirocini presso aziende private, società di consulenza e organizzazioni produttive.
Il Corso offre inoltre la possibilità di partecipare a programmi di mobilità internazionale Erasmus, che consentono agli studenti di svolgere periodi di studio e/o tirocinio all'estero con riconoscimento delle attività formative, favorendo l'acquisizione di competenze professionali e culturali in un contesto europeo.
I laureati possiedono competenze per individuare i potenziali pericoli presenti negli ambienti studiati, applicare il modello della Risk Analysis per valutare l'esposizione ai fattori di rischio, definire il livello di rischio e individuare le misure più idonee per eliminarlo o ridurlo. Sono inoltre in grado di applicare le strategie di prevenzione adottate dalle Autorità Pubbliche e dalle organizzazioni private, contribuendo al miglioramento continuo delle condizioni di salute, sicurezza e tutela ambientale.
I laureati sono operatori sanitari cui competono le attribuzioni previste dal D.M. 17 gennaio 1997, n. 58 e sono responsabili, nell'ambito delle proprie competenze, delle attività di prevenzione, verifica e controllo in materia di igiene e sicurezza ambientale e dei luoghi di lavoro, igiene degli alimenti e delle bevande, igiene di sanità pubblica e veterinaria.
Nel settore pubblico, l'inserimento lavorativo avviene principalmente nei Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie. Ulteriori sbocchi sono rappresentati dalle ARPA, dagli Ispettorati Territoriali del Lavoro e dal Ministero della Salute, oltre che da altre amministrazioni pubbliche centrali e periferiche.
Nel settore privato, i laureati operano in aziende e società di consulenza con ruoli nell'ambito dei Servizi di Prevenzione e Protezione e HSE, nella gestione dei sistemi di prevenzione, nella valutazione dei rischi, nell'audit di conformità normativa, nei sistemi di gestione qualità, sicurezza e ambiente e nelle attività di formazione e supporto tecnico.
Sito web: http://www.tdp.univ.fvg.it/

Conoscenza e comprensione.

AREA SCIENZE DI BASE
I laureati in Tecniche della Prevenzione acquisiscono solide basi chimico-fisiche e biologiche, indispensabili per l'identificazione, la caratterizzazione e la valutazione dei fattori di rischio per la salute presenti negli ambienti di vita, di lavoro e nelle filiere alimentari. Tali conoscenze sono sviluppate attraverso insegnamenti fondamentali integrati da laboratori applicativi, che consentono di collegare i principi teorici alle metodologie operative di rilevazione e misura degli agenti di rischio.
Il percorso formativo include una solida preparazione in statistica ed epidemiologia, acquisita mediante insegnamenti dedicati e sessioni di esercitazione, che fornisce gli strumenti metodologici necessari per l'analisi della distribuzione e della frequenza dei fenomeni patologici correlati all'esposizione professionale e ambientale, a supporto delle attività di risk assessment e sorveglianza sanitaria.
Attraverso insegnamenti disciplinari specifici, i laureati acquisiscono una conoscenza approfondita dei rischi chimici, fisici e biologici derivanti dall'ambiente di vita — incluse le matrici alimentari — e dall'ambiente di lavoro, con particolare attenzione ai processi produttivi e alle condizioni in grado di generarli. Le conoscenze relative all'esposizione sono approfondite in modo sistematico e integrate da elementi di base di tipo medico-clinico, relativi agli effetti sulla salute e ai possibili quadri patologici conseguenti.
Sul versante giuridico-normativo, i laureati acquisiscono conoscenze di base nei procedimenti amministrativi e penali applicabili ai contesti della prevenzione, della sicurezza sul lavoro e della tutela ambientale, mediante una collaborazione strutturata con la Facoltà di Giurisprudenza. Parallelamente, sviluppano una conoscenza approfondita della legislazione tecnica di settore — con riferimento al D.Lgs. 81/2008, al Regolamento CE 852/2004, al D.Lgs. 152/2006 e alle normative correlate — acquisita in raccordo con i Servizi sanitari e ambientali istituzionalmente deputati alla loro applicazione, garantendo una formazione normativa direttamente ancorata alla pratica operativa.


AREA DELL’ANALISI DEL RISCHIO (RISK ANALYSIS)
I laureati conoscono e comprendono i presupposti teorici del metodo dell'Analisi del Rischio (Risk Analysis) nei suoi componenti specifici: Valutazione del Rischio (Risk Assessment), Gestione del Rischio (Risk Management) e Comunicazione del Rischio (Risk Communication). Tale approccio si inserisce nel quadro più ampio della gestione HSE (Health, Safety and Environment), che integra in modo sistemico la tutela della salute, la sicurezza sul lavoro e la protezione ambientale nei contesti produttivi.
Conoscono gli approcci metodologici per impostare l'analisi dei pericoli, il dimensionamento del rischio e dei potenziali danni da esso derivabili, e conoscono i metodi e gli strumenti di misura delle esposizioni.
I laureati in Tecniche della Prevenzione possiedono le basi epidemiologiche, tossicologiche, statistiche e normative per condurre un risk assessment appropriato nei luoghi di lavoro, di vita e nelle filiere alimentari. Comprendono le tecniche di dimensionamento del rischio specifico, basate sul calcolo di frequenza e magnitudo, e le variabili da considerare per una valutazione mirata nei diversi contesti produttivi. Tali competenze si collocano all'interno di una visione integrata ispirata al paradigma One Health che riconosce l'interconnessione tra la salute umana, animale e degli ecosistemi, e al modello Total Worker Health che considera il benessere del lavoratore in senso olistico, integrando la prevenzione dei rischi occupazionali con la promozione attiva della salute fisica, psicologica e sociale.
Conoscono e comprendono i principi base per la pianificazione, progettazione e applicazione dei sistemi di gestione della sicurezza nei vari ambiti (risk management), con particolare riferimento alla norma UNI EN ISO 45001:2023 per la gestione della salute e sicurezza sul lavoro e alla norma UNI EN ISO 14001:2015 per la gestione ambientale. Tali sistemi vengono inquadrati nell'ambito delle strategie HSE aziendali, favorendo un approccio integrato e strutturato alla gestione dei rischi.
Conoscono e comprendono i principi base per la pianificazione, progettazione e applicazione dei sistemi di gestione della sicurezza alimentare, basati sul sistema HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Point), nell'ambito delle diverse fasi della filiera alimentare: produzione primaria, trasformazione, produzione, trasporto, somministrazione e commercializzazione.
Acquisiscono conoscenze di base sulle misure tecniche di riduzione delle esposizioni, con un approfondimento avanzato su presidi specifici in tema di ambiente, alimenti e luoghi di lavoro. Gli insegnamenti si avvalgono della collaborazione con la Facoltà di Agraria per il settore alimentare e con la Facoltà di Ingegneria per gli ambiti ambientali e lavorativi. Le competenze acquisite si raccordano con gli obiettivi dei Piani Nazionali di Prevenzione (PNP), che definiscono le priorità strategiche in materia di salute pubblica, sicurezza nei luoghi di lavoro e prevenzione delle malattie croniche, fornendo un riferimento programmatico fondamentale per l'azione professionale del tecnico della prevenzione.
Sanno individuare le carenze nei presidi di prevenzione in specifici contesti lavorativi o ambientali e sanno indicare le principali azioni correttive necessarie. Tale capacità viene acquisita attraverso esercitazioni d'aula ed esperienze sul campo sviluppate durante le attività di tirocinio.
Conoscono infine i principi base della comunicazione del rischio (risk communication), intesa come elemento essenziale per garantire la consapevolezza e la partecipazione attiva di lavoratori, comunità e istituzioni nei processi di prevenzione e gestione dei rischi per la salute e l'ambiente.


AREA DELLE COMPETENZE ORGANIZZATIVE E RELAZIONALI

I laureati conoscono le responsabilità generali legate al profilo professionale definito dal D.M. 58/1997, che attribuisce al TPALL funzioni ispettive, di vigilanza e prevenzione in materia di sicurezza e igiene del lavoro, igiene degli alimenti, igiene e sanità pubblica, igiene ambientale.
Sviluppano una solida capacità di analisi dei modelli organizzativi in chiave preventiva, imparando a identificare precocemente i segnali di criticità e i fattori di rischio prima che questi compromettano la salute e la sicurezza dei lavoratori e dell'ambiente. In linea con l'approccio del Total Worker Health, la formazione è orientata alla promozione del benessere globale negli ambienti lavorativi; essi sono dunque in grado di progettare interventi sistemici che integrano la protezione della sicurezza con la valorizzazione della salute, agendo come figure chiave nella tutela del capitale umano e nel miglioramento proattivo della qualità della vita lavorativa.
I laureati possiedono inoltre le competenze metodologiche per promuovere la cultura della sostenibilità, della sicurezza negli ambienti di lavoro e della tutela alimentare, gestendo con competenza i relativi processi educativi e formativi all'interno delle organizzazioni.
I laureati acquisiscono una chiara consapevolezza delle diverse figure professionali nei processi preventivi, sviluppando la capacità di collaborare in modo sinergico. Grazie a tale preparazione, sono in grado di gestire interazioni complesse all'interno di équipe multiprofessionali e contesti istituzionali, adottando strategie comunicative mirate a target differenziati e applicando tecniche appropriate di mediazione in situazioni conflittuali. Tale competenza relazionale si riflette anche nella scrittura professionale specialistica, necessaria per la redazione accurata di verbali e report tecnici.

Capacità di applicare conoscenza e comprensione.

AREA SCIENZE DI BASE
I laureati in Tecniche della Prevenzione sono in grado di applicare le conoscenze acquisite ai processi di analisi e gestione dei rischi in contesti operativi specifici, dimostrando capacità di identificazione, misurazione e valutazione dei principali fattori di rischio chimici, fisici e biologici presenti negli ambienti di lavoro, di vita e nelle filiere alimentari, nonché di individuare e proporre le misure di prevenzione e protezione idonee al loro contenimento.
Le competenze strumentali e metodologiche relative alla misurazione dei fattori di rischio — con riferimento a grandezze fisiche quali rumore, vibrazioni, microclima, radiazioni, e ad agenti chimici e biologici — vengono sviluppate attraverso esercitazioni pratiche strutturate e consolidate nel corso delle attività di tirocinio presso i Servizi di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro delle Aziende Sanitarie, presso l'ARPA e nell'ambito degli stage realizzati in aziende e studi professionali privati operanti nel settore HSE.
I laureati sanno applicare i principali metodi statistici ed epidemiologici utili alla definizione del profilo di pericolo e alla stima del danno atteso, e sono in grado di interpretare criticamente i dati di salute disponibili nelle banche dati istituzionali e nella letteratura scientifica.
Le competenze comunicative in ambito professionale — con particolare riferimento alla comunicazione del rischio, alla redazione di report tecnici e alla gestione delle relazioni con i soggetti istituzionali e aziendali — vengono sviluppate attraverso specifici percorsi teorico-pratici integrati nel piano di studi.
La capacità di applicare operativamente la normativa di prevenzione e di controllo ufficiale — con riferimento al quadro legislativo nazionale ed europeo in materia di sicurezza sul lavoro, igiene ambientale e sicurezza alimentare — viene consolidata attraverso tirocini svolti presso i servizi dei Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende Sanitarie istituzionalmente deputati all'attività ispettiva e di vigilanza, garantendo una formazione normativa direttamente ancorata alle prassi operative.

AREA DELL’ANALISI DEL RISCHIO (RISK ANALYSIS)
I laureati in Tecniche della Prevenzione sanno applicare le conoscenze acquisite al processo di analisi dei rischi in contesti operativi specifici. In particolare, sono in grado di applicare in situazioni operative le tecniche di dimensionamento dei fattori di rischio — misure fisiche, chimiche e procedurali — e di valutare la corretta impostazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) applicato a processi produttivi specifici, nonché l'adeguatezza delle misure di contenimento e riduzione dei rischi da esso derivate.
Sono in grado di condurre una valutazione di base sull'effettiva applicazione dei Sistemi di Gestione della Salute e della Sicurezza sul Lavoro, verificando la ricaduta concreta delle azioni preventive e correttive individuate dal datore di lavoro.
I laureati sono in grado di applicare le conoscenze acquisite alla valutazione dei rischi ambientali in contesti operativi specifici, identificando le principali fonti di inquinamento, valutando l'impatto delle attività produttive sulle matrici ambientali e proponendo misure correttive in coerenza con la normativa vigente e i principi della sostenibilità ambientale.
Sono inoltre capaci di impostare un documento di valutazione del rischio, di implementarne l'aspetto procedurale e di gestirne le ricadute in termini di informazione, formazione e addestramento dei lavoratori, in coerenza con i principi dei sistemi HSE (Health, Safety and Environment) e con gli indirizzi dei Piani Nazionali di Prevenzione.
In ambito alimentare, sono in grado di valutare la corretta impostazione del Piano aziendale di autocontrollo applicato a processi produttivi specifici, nonché l'adeguatezza delle procedure preventive e delle misure di gestione dei Punti Critici di Controllo (CCP) implementate dagli operatori del settore alimentare a partire dallo specifico risk assessment.
La formazione si avvale di una didattica tutoriale interattiva che, attraverso il contatto diretto con tutori professionali, promuove la capacità di orientare e applicare le conoscenze acquisite a contesti operativi specifici. Le attività comprendono la misurazione e il dimensionamento dei principali fattori di rischio — rumore, vibrazioni, polveri e altri agenti — la valutazione del grado di esposizione dei lavoratori e la definizione dei livelli di protezione necessari.
Il percorso formativo prevede sessioni strutturate di analisi critica basate su casi reali, nel corso delle quali gli studenti sono chiamati a esaminare, valutare e discutere documenti tecnici, procedure operative e misure preventive adottate in specifici contesti produttivi, sviluppando la capacità di giudizio professionale necessaria per identificare criticità, proporre soluzioni correttive e orientare le scelte di prevenzione verso un efficace contenimento del rischio.. Sono previste visite guidate presso realtà produttive del territorio regionale.
Una componente metodologica centrale è rappresentata dai tirocini d'aula condotti con il metodo del Problem Based Learning (PBL), che stimola negli studenti la capacità di analisi critica, il ragionamento tecnico-preventivo e la risoluzione di problemi complessi attraverso scenari reali e simulati.
Le attività di tirocinio, precedute da specifici moduli di introduzione al tirocinio pratico, si articolano in contesti sia pubblici che privati, offrendo una prospettiva completa e integrata dei processi preventivi.
In ambito pubblico, i tirocini si svolgono presso le Aziende per i Servizi Sanitari della Regione, in particolare nei Servizi di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro (SPSAL) e, per la valutazione del rischio ambientale, presso l'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente (ARPA), nei servizi dedicati alla prevenzione dell'inquinamento.
In ambito privato, parte dei tirocini viene realizzata all'interno dei Servizi di Prevenzione e Protezione (SPP) aziendali, dei Servizi HSE di imprese strutturate, di società di consulenza specializzata in sicurezza e ambiente, e di associazioni di categoria, al fine di garantire agli studenti un'esperienza formativa integrata e aderente alla complessità del mondo professionale.
Le attività di tirocinio riferite all'area della sicurezza alimentare si realizzano presso le Aziende Sanitarie regionali, con particolare riferimento ai Servizi di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN) e i Servizi di Igiene degli Alimenti di Origine Animale (SIAOA), dove gli studenti acquisiscono competenze operative nel controllo ufficiale degli alimenti, nella vigilanza sulle condizioni igienico-sanitarie degli esercizi di produzione, somministrazione e commercializzazione, nella valutazione dei piani di autocontrollo aziendale basati sul sistema HACCP e nella gestione delle allerte alimentari.

AREA DELLE COMPETENZE ORGANIZZATIVE E RELAZIONALI
I laureati sono capaci di identificare e valutare criticamente le situazioni organizzative che possono incidere sulla salute in ambito lavorativo e ambientale, proponendo misure correttive volte a tutelare e promuovere il benessere dei lavoratori, nel rispetto della sicurezza e della sostenibilità ambientale nei contesti produttivi.
Operano con approccio inclusivo e privo di pregiudizi, riconoscendo e valorizzando i diritti e i valori sia dei lavoratori che delle imprese. Dimostrano capacità di collaborazione interdisciplinare, lavorando efficacemente in team e sapendo integrare competenze e professionalità diverse.
Sono inoltre in grado di gestire, anche in contesti di elevata complessità, le dinamiche comunicative che possono generare conflitti, prevenendo situazioni potenzialmente rischiose per la salute e la sicurezza.

Sbocchi occupazionali e professionali previsti per i laureati.

Tecnico delle Prevenzione nell'Ambiente e nei Luoghi di Lavoro (D. Ministero della Salute del 17 Gennaio 1997, n° 58)
La figura professionale di tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro può inserirsi nel mondo del lavoro, in regime di dipendenza o libero professionale, sia nel settore pubblico (strutture del SSN quali i Dipartimenti di Prevenzione o strutture delle Agenzie Regionali per la Protezione dell'Ambiente), con funzioni di prevenzione, controllo e vigilanza (come previsto dal D.M. n. 58 del 17.01.1997), sia nel settore privato con compiti di tipo organizzativo e gestionale della sicurezza degli ambienti di lavoro o degli alimenti (servizi di prevenzione e protezione aziendali, industria alimentare) o dei presidi di tutela ambientale.
Nel settore del controllo ufficiale il laureato può esercitare le sue competenze all'interno di varie strutture: Azienda Sanitarie Locali e Aziende Ospedaliere, Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale (ARPA), Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera (USMAF), Regioni, Province, Comuni.

Competenze associate alla funzione.

Tecnico delle Prevenzione nell'Ambiente e nei Luoghi di Lavoro (D. Ministero della Salute del 17 Gennaio 1997, n° 58)
Il laureato declina operativamente la competenza richiesta dal profilo professionale in tre aree:
a) Area tecnico-teorica: il Tecnico della Prevenzione ha solida conoscenza del sistema della Risk Analysis e delle sue componenti di valutazione, gestione e comunicazione del rischio. La fase di valutazione prevede la capacità di dimensionare correttamente la qualità e la quantità del rischio specifico attraverso l'esecuzione di misure chimiche e fisiche, la capacità di ricavare e interpretare dati significativi per la definizione del livello di esposizione al pericolo.
b) Capacità solutive e di pianificazione: riguardano la capacità tecnica e organizzativa di proporre misure sistematiche di riduzione e contenimento del rischio e di valutare l'impatto del proprio intervento e del livello di coinvolgimento atteso delle organizzazioni/figure interessate. La competenza si esprime anche nella capacità di mettere in atto strategie di pianificazione degli interventi necessari in rapporto al livello di rischio valutato. Rientrano in quest'area la capacità di impostazione e revisione di procedure e linee-guida preventive, tecniche e organizzative.
c) Capacità formative e relazionali: le attività di valutazione e gestione del rischio sono collegate al tema della percezione individuale del rischio e della sostenibilità delle misure di prevenzione e riduzione del rischio in cui la formazione delle figure coinvolte gioca un ruolo essenziale. Sono elementi imprescindibili, quindi, la capacità di lettura dei bisogni formativi e di progettazione e gestione degli interventi cogenti e d'iniziativa per migliorare il livello di consapevolezza degli esposti/interessati. La gestione dei fattori di rischio richiede, capacità strutturate di relazione e negoziazione.

Funzione in contesto di lavoro.

Tecnico delle Prevenzione nell'Ambiente e nei Luoghi di Lavoro (D. Ministero della Salute del 17 Gennaio 1997, n° 58)
Obiettivo core della figura professionale è la capacità di individuare, analizzare valutare, ridurre l'impatto dei fattori di rischio per la salute attraverso la messa in atto di interventi di prevenzione primaria.
Questi interventi sono definiti dall'Istituto Superiore di Sanità come “l'insieme di attività, azioni ed interventi che, attraverso il potenziamento dei fattori utili alla salute e l'allontanamento o la correzione dei fattori causali delle malattie, tendono al conseguimento di uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale dei singoli e della collettività o quanto meno ad evitare l'insorgenza di condizioni morbose. L'insieme di questi interventi è pertanto finalizzato a ridurre la probabilità che si verifichi un evento avverso non desiderato (riduzione del rischio)”.
Nei Dipartimenti di Prevenzione, nei quali il Tecnico delle Prevenzione svolge le seguenti funzioni in teams multi-professionali composti principalmente da medici, medici veterinari e altri laureati di area tecnico-scientifica. Gli ambiti di applicazione prevalenti sono:
a) Area della Prevenzione, Igiene e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro nei controlli preventivi e ispettivi previsti per la tutela della Sicurezza nei luoghi di lavoro, attraverso attività di vigilanza per la tutela dei lavoratori da malattie professionali e infortuni. Il professionista è chiamato a svolgere anche attività di indagine, promosse dalla magistratura inquirente, sulle cause e modalità di accadimento degli infortuni sul lavoro. Collabora con il medico del lavoro nell'accertamento delle malattie professionali. Si occupa anche dei progetti finalizzati alla formazione per la sicurezza.
b) Area dell'Igiene e della Sanità Pubblica dove si occupa di rilascio pareri sanitari nel settore dell'igiene urbana ambientale e dell'abitato, delle valutazioni di impatto ambientale di attività produttive, della prevenzione delle malattie diffusive, del controllo delle acque destinate al consumo umano, della vigilanza nei confronti delle strutture scolastico-educative, delle strutture assistenziali e sanitarie private, della vigilanza e controllo dell'immissione in commercio dei cosmetici, degli integratori alimentari e dei presidi medici. Si occupa, in team con i medici igienisti, della raccolta dati e valutazione epidemiologica degli effetti di salute degli inquinanti ambientali.

c) Area della Sicurezza Alimentare, nei Servizi di Sicurezza Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare nell'ambito dei controlli ufficiali dei prodotti alimentari, dei requisiti strutturali e funzionali delle imprese alimentari lungo tutta la filiera produttiva con particolare attenzione alla produzione primaria, delle forme e modalità di allevamento degli animali da reddito, della sorveglianza sul commercio e l'utilizzo di fitosanitari e delle modalità di formazione continua necessarie per gli operatori del settore alimentare. Inoltre provvede alla programmazione, coordinamento e verifica dei controlli focalizzati sul rispetto della normativa Comunitaria, Nazionale e Regionale in materia di prevenzione delle malattie veicolate da alimenti. È impiegato nella gestione delle procedure di tracciabilità-rintracciabilità dei prodotti alimentari e nel Sistema Rapido di Allerta per la gestione di alimenti e mangimi non conformi (RASFF) promosso dall'Unione Europea.

Nelle strutture del Sistema Sanitario Nazionale il professionista è coinvolto nell'analisi dei dati ricavati dalle attività di controllo ufficiale e nella loro elaborazione per le attività istituzionali di rendicontazione e di comunicazione del rischio, nonché nell'elaborazione di linee guida istituzionale e nella programmazione ed erogazione di interventi di formazione e di promozione della salute.
All'interno delle Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale il Tecnico della Prevenzione si occupa di tutela dell'ambiente svolgendo accertamenti sulle fonti di inquinamento e i relativi impatti che ne derivano. In particolare all'interno di dette strutture si occupa del monitoraggio della qualità dell'aria e delle emissioni in atmosfera, del monitoraggio delle acque superficiali e sotterranee, del controllo per la difesa del suolo (rifiuti speciali e impianti di trattamento rifiuti), del controllo dell'inquinamento acustico e di epidemiologia ambientale.
Nel settore pubblico il professionista laureato può rivestire ruoli di coordinamento del personale e/o di settori specifici di attività e intervento. Può assumere anche posizioni organizzative con l'attribuzione di funzioni complesse di gestione funzionale del personale tecnico.
Nel settore privato, il tecnico della prevenzione si fa carico delle attività di supporto e consulenza alle imprese rispetto alla valutazione e gestione del rischio, direttamente, come addetto o responsabile nel Servizi di prevenzione e protezione aziendale, o come consulente esterno, sulle seguenti materie:
• Progettazione, redazione e aggiornamento di Documenti di Valutazione del rischio;
• Misure strumentali di igiene industriale e ambientale finalizzati alla valutazione dei livelli di rischio/esposizione;
• Gestione, documentazione e monitoraggio e revisione di Modelli Organizzativi Gestionali e di Sistemi di Gestione ISO 14000 e 45000;
• Conduzione di audit interni;
• Formazione del personale.
Nelle aziende private, come dipendenti o consulenti, i laureati possono svolgere con autonomia tecnico professionale attività di programmazione e di organizzazione del lavoro, in riferimento alle condizioni di igiene e sicurezza dei lavoratori; in collaborazione con il servizio di prevenzione e protezione concorrono all'individuazione degli interventi di prevenzione delle malattie professionali e di protezione ambientale legata ai cicli produttivi. Collaborano con i datori di lavoro e con le imprese all'analisi dei rischi in azienda e nella redazione di documenti di valutazione dei rischi (sicurezza del lavoro, sicurezza alimentare sicurezza ambientale).

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COMPETENZE
</p>Il laureato declina operativamente la competenza richiesta dal profilo professionale in tre aree:
a) Area tecnico-teorica: il Tecnico della Prevenzione ha solida conoscenza del sistema della Risk Analysis e delle sue componenti di valutazione, gestione e comunicazione del rischio. La fase di valutazione prevede la capacità di dimensionare correttamente la qualità e la quantità del rischio specifico attraverso l'esecuzione di misure chimiche e fisiche, la capacità di ricavare e interpretare dati significativi per la definizione del livello di esposizione al pericolo.
b) Capacità solutive e di pianificazione: riguardano la capacità tecnica e organizzativa di proporre misure sistematiche di riduzione e contenimento del rischio e di valutare l'impatto del proprio intervento e del livello di coinvolgimento atteso delle organizzazioni/figure interessate. La competenza si esprime anche nella capacità di mettere in atto strategie di pianificazione degli interventi necessari in rapporto al livello di rischio valutato. Rientrano in quest'area la capacità di impostazione e revisione di procedure e linee-guida preventive, tecniche e organizzative.
c) Capacità formative e relazionali: le attività di valutazione e gestione del rischio sono collegate al tema della percezione individuale del rischio e della sostenibilità delle misure di prevenzione e riduzione del rischio in cui la formazione delle figure coinvolte gioca un ruolo essenziale. Sono elementi imprescindibili, quindi, la capacità di lettura dei bisogni formativi e di progettazione e gestione degli interventi cogenti e d'iniziativa per migliorare il livello di consapevolezza degli esposti/interessati. La gestione dei fattori di rischio richiede, capacità strutturate di relazione e negoziazione.

Caratteristiche della prova finale.

La prova avviene secondo il dettato della circolare emessa il 20 gennaio 2012 dal Ministero della Salute di concerto con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della ricerca in merito alla prova finale dei corsi afferenti alle classi di laurea per le professioni sanitarie ai sensi del D.M. 270/2004. In base alla circolare la prova finale è unica e si compone di una prova pratica e di una prova che consiste nella redazione della tesi e conseguente dissertazione. La prova pratica deve essere strutturata in modo da permettere al candidato di dimostrare di aver acquisito le conoscenze e le abilità pratiche e tecniche inserite nel contesto operativo previsto dal proprio profilo professionale e l'elaborato di tesi deve essere incentrato sulle peculiarità della professione sanitaria per cui l'esame viene svolto. Le due diverse parti dell'unica prova finale devono essere valutate e concorrono entrambe alla determinazione del voto finale dell'esame.

La Tesi di Laurea e l'esame di abilitazione danno luogo all'acquisizione di 6 CFU.