SERVIZIO SOCIALE IN PROSPETTIVA ANTI-OPPRESSIVA
1° Anno - Annualità Singola
Frequenza Non obbligatoria
- 6 CFU
- 30 ore
- ITALIANO
- Sede di Trieste
- Opzionale
- Convenzionale
- Orale
- SSD SPS/07
- Caratterizzante
Gli obiettivi formativi di questo insegnamento sono: 1. Conoscenza e capacità di comprensione: conoscere i fondamenti storici e teorici che hanno caratterizzato lo sviluppo di un approccio anti-oppressivo nell’evoluzione del servizio sociale, sia a livello nazionale che internazionale; acquisire capacità di comprendere i processi di categorizzazione cognitiva e sociale, le forme del potere comunicativo e le modalità del riconoscimento. 2. Conoscenza e capacità di comprensione applicate: saper identificare stereotipi, pregiudizi e discriminazioni che sorreggono le forme di oppressione; acquisire la capacità di orientare pratiche di cura e politiche anti-oppressive, sviluppando policy practice nei servizi sociali. 3. Autonomia di giudizio: sviluppare capacità di auto-riflessività nelle pratiche professionali e capacità di valutazione critica dei contesti socio-culturali e organizzativi che generano oppressione. 4. Abilità comunicative: saper comunicare nelle relazioni interpersonali, professionali, sociali e pubbliche con modalità che riducano gli effetti oppressivi e le micro-aggressioni veicolate dal linguaggio; generare ambienti comunicativi di pieno riconoscimento delle istanze soggettive anche dei soggetti più deboli; saper costruire relazioni di fiducia fondata sul reciproco riconoscimento. 5. Capacità di apprendere: saper adottate modalità di apprendimento condiviso, nella prospettiva di una valutazione sociale come esplorazione partecipata dei contesti di ingiustizia e delle potenzialità di contrasto.
Conoscenze e competenze acquisite nel corso della Laurea Triennale di Servizio sociale o approfondimenti personali su principi e metodi del servizio sociale.
Il corso esplora la prospettiva anti-oppressiva (AOP) nel servizio sociale in quanto campo plurale di orientamenti teorici e prassi critiche: ricostruisce i passaggi storici e concettuali che hanno condotto all’AOP, a livello internazionale e nazionale, analizza alcuni concetti rilevanti (oppressione, privilegio, intersezionalità, potere comunicativo, riconoscimento) e mostra come essi incidano sul mandato professionale nelle sue dimensioni etiche e politiche. Il corso esamina, in prospettiva critica, in che modo stereotipi, pregiudizi e meccanismi discriminatori possano incidere sulle procedure operative e sui processi decisionali dei servizi sociali e, talora, orientare criteri di accesso, pratiche valutative e decisioni professionali. Tali questioni saranno affrontate attraverso la discussione critica di strumenti e pratiche, a partire dall’analisi di situazioni concrete. La dimensione comunicativa è trattata su due piani: da un lato, si analizzano le pratiche discorsive che strutturano le relazioni d’aiuto nei contesti professionali; dall’altro, si esaminano le micro-aggressioni in senso ampio (verbali, comportamentali, ambientali, istituzionali), con attenzione al riconoscimento degli incidenti discriminatori, all’assunzione di responsabilità nella riparazione e alla prevenzione di prassi escludenti e discriminatorie. Infine, il corso propone una riflessione sull’applicazione dell’AOP alla coprogettazione territoriale in diversi ambiti, tra cui quello della grave marginalità sociale. In ciascun ambito si considera il complesso bilanciamento tra tutela e autodeterminazione: si analizza come regole, procedure e consuetudini organizzative configurino gli spazi di scelta; si valutano le condizioni che consentono alle persone di definire i propri obiettivi, prendere decisioni informate e partecipare ai processi che le riguardano; si discutono alternative praticabili per ridurre e prevenire esiti oppressivi.
BIBLIOGRAFIA OBBLIGATORIA: 1) Sanfelici, M. (2024). Fondamenti del servizio sociale anti-oppressivo. Carocci, Roma. [Testo completo]. 2) Dominelli, L. (2022). Servizio sociale. La professione del cambiamento. Edizione italiana a cura di M. L. Raineri. Erickson, Milano. [Limitatamente ai capitoli: terzo, quarto, quinto e sesto]. BIBLIOGRAFIA FACOLTATIVA DI APPROFONDIMENTO: 1) Abrams L. S., Moio J. A. (2009). Critical race theory and the cultural competence dilemma in social work education. Journal of Social Work Education, 45(2). 2) Allegri E., Sanfelici M. (a cura di). (2023). La prospettiva anti-oppressiva nel servizio sociale [Numero monografico]. La Rivista di Servizio Sociale, 63(1). 3) Anis, M. and Turtiainen, K. (2021). Social workers’ reflections on forced migration and cultural diversity—towards anti-oppressive expertise in child and family social work. Social Sciences, 10(3), 79. 4) Beck E. (2019). Naming White Supremacy in the Social Work Curriculum. Affilia, 34(3). 5) Dominelli L. (2018). Anti-Racist Social Work. 4th Edition. Palgrave McMillan, London. 6) Dominelli L. (2002). Anti-Oppressive Social Work Theory and Practice. Palgrave McMillan, London. 7) Ferrara E., Quaranta F., Siciliano E. (2023). Servizio sociale e ricerca sul territorio. Porre le basi per la coprogettazione e per la pratica anti-oppressiva. Marcianum Press, Venezia. 8) Gui L. (1998). L’intervento per le persone senza fissa dimora: più che strutture nuove, un approccio diverso. In Caritas Italiana & Fondazione E. Zancan (a cura di), Gli ultimi della fila: Rapporto 1997 sui bisogni dimenticati. Feltrinelli. 9) Honnet A., Anderson J. (2011). Autonomia, vulnerabilità, riconoscimento e giustizia. In A. Carnevale, Strazzeri I. (a cura di). Lotte, riconoscimento, diritti. Morlacchi, Perugia. 10) Scarscelli D. (2022). Controllo e autodeterminazione nel lavoro sociale. Una prospettiva anti-oppressiva. Meltemi. Milano.
Il corso prevede lezioni frontali, esercitazioni e discussioni in piccoli gruppi, con supporto di materiali audiovisivi. Le slide delle lezioni e ulteriori risorse didattiche saranno rese disponibili sulla piattaforma Moodle.
Le lezioni si tengono in presenza. Gli studenti e le studentesse con particolari necessità (affetti/e da particolari disabilità, lavoratori/lavoratrici, atleti, "adulti" (non neo-diplomati), genitori, detenuti/e) che si trovano, in modo stabile o temporaneo, in condizioni particolari che comportano l'impossibilità a seguire le lezioni in presenza, saranno ammessi al collegamento in remoto su richiesta di tale modalità di frequenza alla docente. La richiesta, delle cui motivazioni lo studente/la studentessa si assume personalmente la responsabilità, va inviata via email al/alla docente con congruo anticipo rispetto all’inizio delle lezioni. Le informazioni di Ateneo sulla didattica digitale sono pubblicate al link: https://www.units.it/studenti/didattica-digitale
L’esame consiste in un colloquio orale, della durata di circa 30 minuti, condotto in forma di discussione con la docente. Il colloquio verte sui temi e sui concetti affrontati a lezione e nelle letture obbligatorie e mira ad accertare: • le conoscenze acquisite; • la capacità di analisi critica e di collegamento tra teorie, metodi e casi; • la qualità dell’argomentazione e la chiarezza espositiva, con uso appropriato del lessico disciplinare; • la capacità di comunicare in modo coerente quanto appreso. La valutazione è espressa in trentesimi; l’esame è superato con un punteggio minimo di 18/30.
Questo insegnamento approfondisce argomenti strettamente connessi a più obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite: 1, 3, 4, 5, 11, 16.